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giovedì 18 giugno 2015
sabato 13 giugno 2015
giovedì 18 aprile 2013
I rapporti USA - Europa dopo la II guerra mondiale
La seconda guerra mondiale aveva lasciato il continente europeo diviso in due: come disse Winston Churchill pochi mesi dopo la fine della guerra una "cortina di ferro" separava l'Europa dell'Est da quella dell'Ovest. Sorgevano quindi due blocchi contrapposti, Est e Ovest, attorno ai quali si polarizzerà il sistema delle relazioni internazionali nel secondo dopoguerra fino al crollo dei regimi comunisti: il sistema bipolare della Guerra Fredda.
Nell'immediato dopoguerra gli Stati Uniti d'America assunsero il compito di guidare la ricostruzione del sistema economico internazionale, di fronte al declino delle potenze europee. Nel 1947 il Presidente americano Henry Truman, perseguendo la strategia del contenimento dell'espansione del blocco comunista, varò l'European Recovery Program, una serie di aiuti economici e militari alle nazioni europee che sarebbero passate sotto la protezione degli Stati Uniti, meglio noto come Piano Marshall.
Con la Guerra Fredda quindi i rapporti tra Stati Uniti ed alleati europei si basavano sul comune sentire di appartenenza ad un unico mondo occidentale, il c.d. Free World, il Mondo Libero, di cui gli Stati Uniti erano considerati la potenza leader. L'Alleanza Atlantica divenne il pilastro della politica estera e di sicurezza americana: Berlino era il fronte della Guerra Fredda con il mondo comunista e l'Europa occidentale un alleato da difendere dall'avanzata del blocco sovietico.
venerdì 5 aprile 2013
L'uso legittimo della forza secondo il diritto internazionale generale e convenzionale contemporaneo
In seguito agli eventi dell'11 Settembre, che l'Amministrazione Bush ha definito come veri e propri atti di guerra, gli Stati Uniti d'America hanno rivendicato il loro diritto di risposta al terrorismo in tutto il pianeta. Il Presidente Bush ha sottolineato la volontà statunitense di agire unilateralmente per ristabilire la pace e la sicurezza internazionale, riproponendo il concetto della guerra preventiva. Ha invocato quindi il diritto degli Stati Uniti di agire, insieme ad una "coalizione di volenterosi", per eliminare ogni minaccia alla pace.
Il concetto di guerra preventiva restituisce agli Stati uno ius ad bellum indiscriminato, vanificando di fatto le funzioni pacificatrici del diritto internazionale.Nel XX secolo infatti si era assistito ad una costante evoluzione del diritto internazionale tesa a disciplinare l'uso della forza armata: dal Covenant della Società delle Nazioni, primo tentativo di regolamentare lo ius ad bellum, al Patto Briand-Kellogg del 1928, che condannava il ricorso alla guerra per la risoluzione delle divergenze internazionali, si era giunti alla Carta delle Nazioni Unite del 1945, che fin dal preambolo afferma il divieto di ricorrere alla guerra. La guerra è considerata come un atto incompatibile con gli obiettivi delle Nazioni Unite: i membri devono astenersi dalla minaccia o dall'uso della forza, incompatibile con la prima finalità dell'ONU, il mantenimento della pace. Si può ritenere che tale norma non sia soltanto di natura pattizia, ma sia ormai prescritta dal diritto internazionale consuetudinario: il divieto di aggressione è, secondo alcuni autori, norma di ius cogens, prescrizione di natura imperativa e non derogabile.
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martedì 26 marzo 2013
L'adattamento del diritto internazionale e la tutela dei valori costituzionali italiani
L'adattamento è il processo tramite il quale lo Stato adegua il proprio ordinamento interno agli obblighi di natura internazionale. Lo Stato infatti appartiene contemporaneamente a due ordinamenti diversi: deve quindi rispettare sia gli obblighi che nascono dal diritto internazionale, sia quelli che gli impone il diritto interno. La Corte permanente di giustizia internazionale e la Convenzione di Vienna sui trattati del 1969 hanno confermato che uno Stato non può invocare il proprio diritto interno per giustificare l'inadempimento di un proprio obbligo internazionale. L'adempimento a tali obblighi può quindi avvenire mediante una modificazione del proprio diritto interno da parte di uno Stato.
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martedì 19 marzo 2013
La tassazione dei fondi comuni d'investimento
1. Disciplina
e natura giuridica dei fondi comuni di investimento
Il
Testo Unico della Finanza (D.Lgs. 24 febbraio 1998 n. 58) definisce il fondo
comune di investimento come il patrimonio autonomo, suddiviso in quote, di
pertinenza di una pluralità di partecipanti, gestito in monte.[1] Il
legislatore ha disciplinato - sin dal 1983, con l’introduzione nel nostro
ordinamento dei fondi comuni di investimento mobiliare aperti[2] - strumenti tesi a favorire gli investimenti
collettivi in luogo della gestione individuale del patrimonio; successivamente,
durante l’ultimo decennio del secolo scorso, la disciplina dei fondi comuni è
stata adeguata alle Direttive europee in tema di organismi di investimento
collettivo in valori immobiliari[3] fino alla
definitiva consolidazione contenuta nel Testo Unico della Finanza.[4]
Il
fondo comune può essere di tipo aperto o di tipo chiuso. Nel fondo aperto, le
quote del patrimonio collettivo possono essere sottoscritte o rimborsate in
ogni momento. Nel fondo chiuso, le quote possono essere sottoscritte solo nella
fase di offerta e rimborsate a scadenze predeterminate; tuttavia è spesso
possibile acquistare le quote, successivamente all’emissione, dai
sottoscrittori iniziali ovvero venderle, prima della scadenza, a nuovi
investitori.
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martedì 13 marzo 2012
CASTELLO E PARCO CAVOUR
E' necessario integrare il percorso di visita del Castello Cavour e del Parco, oggi due realtà - e con due accessi - distinte.
In primo luogo bisogna completare il Centro d'accoglienza turistica: il Comune ha già ricevuto un contributo regionale di oltre 60.000 € per sistemare la palazzina annessa al Palasport denominata Centro Giovani e destinarla a punto informazioni.
Da questo spazio - in cui si può ricavare anche una sala conferenze multimediale, una sala internet ed un centro d'incontri per le associazioni - si può usufruire di un ampio parcheggio ed iniziare la visita ai luoghi cavouriani passando dal Parco.
La domenica inoltre si possono prevedere spettacoli e concerti nel verde per attirare i visitatori. Il Parco è infatti un museo a cielo aperto mentre la vicina area golenale è stata destinata a parco pubblico (con giochi per bambini e area cani).
Attraverso il Parco si può quindi raggiungere l'ingresso principale del Castello Cavour che dovrà essere utilizzato anche per esposizioni temporanee.
Occorre infine coordinare le attività di associazioni e commercianti per fornire servizi adeguati ai turisti e non sovrapporre le iniziative.
lunedì 12 marzo 2012
LAVORO
La prima proposta è semplice, quasi banale. Peccato che non sia mai stato fatto.
Gli amministratori devono visitare tutte le aziende di Santena. Andare dentro gli stabilimenti ed incontrare gli imprenditori. Rendersi conto dei problemi di chi opera sul territorio.
E ovviamente cercare di agevolarli, non a parole, ma snellendo concretamente le pratiche burocratiche.
A questo punto si può istituire uno sportello comunale, chiamiamolo per semplicità "Santena Lavoro", che raccolga le richieste di lavoro, assegnando una priorità a chi ha perso il proprio impiego.
L'idea è questa: proporre alle aziende di assumere da questo elenco curato dagli uffici comunali. Per le aziende che assumono azzerare per 5 anni le imposte comunali (ad esempio la nuova IMU).
Se da un lato il Comune perde gli introiti della tasse comunali che non fa pagare alle aziende che assumono, dall'altro risparmia moltissimo in spesa sociale (contributi per famiglie disagiate, etc..).
Anzi evita di erogare un sussidio ma risolve un problema ad una famiglia in difficoltà.
venerdì 2 marzo 2012
lunedì 20 febbraio 2012
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