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sabato 7 novembre 2015

martedì 19 marzo 2013

La tassazione dei fondi comuni d'investimento


1. Disciplina e natura giuridica dei fondi comuni di investimento
            Il Testo Unico della Finanza (D.Lgs. 24 febbraio 1998 n. 58) definisce il fondo comune di investimento come il patrimonio autonomo, suddiviso in quote, di pertinenza di una pluralità di partecipanti, gestito in monte.[1] Il legislatore ha disciplinato - sin dal 1983, con l’introduzione nel nostro ordinamento dei fondi comuni di investimento mobiliare aperti[2] -  strumenti tesi a favorire gli investimenti collettivi in luogo della gestione individuale del patrimonio; successivamente, durante l’ultimo decennio del secolo scorso, la disciplina dei fondi comuni è stata adeguata alle Direttive europee in tema di organismi di investimento collettivo in valori immobiliari[3] fino alla definitiva consolidazione contenuta nel Testo Unico della Finanza.[4]
            Il fondo comune può essere di tipo aperto o di tipo chiuso. Nel fondo aperto, le quote del patrimonio collettivo possono essere sottoscritte o rimborsate in ogni momento. Nel fondo chiuso, le quote possono essere sottoscritte solo nella fase di offerta e rimborsate a scadenze predeterminate; tuttavia è spesso possibile acquistare le quote, successivamente all’emissione, dai sottoscrittori iniziali ovvero venderle, prima della scadenza, a nuovi investitori.